Dal primo giorno di scuola
alle nazionali di Tiro con l’Arco
(Risultati sul lungo periodo)

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“Lo sguardo del genitore dovrebbe abbracciare tutta la vita del bambino”

Come è possibile vedere nei nostri video e nelle testimonianze dei nostri utenti, grazie ai segreti presenti in “Giocando Imparo ad AMARE” e “Giocando Imparo a CONOSCERE” si possono ottenere già sul brevissimo periodo risultati strabilianti.

I bambini in poco tempo infatti: 

Come però sottolineiamo spesso, i risultati più importanti ed eclatanti si presentano sul lungo periodo e in ambiti praticamente impossibili da determinare

Le esperienze di ogni bambino, l’ambiente, le persone e gli eventi con i quali si trova ad interagire, forniscono infatti percorsi e possibilità infinite nelle quali può esprimere le sue qualità.

Con questo post vorremo raccontare la nostra esperienza con Elisa, che ormai è vicina agli 11 anni.

Ma attenzione: le seguenti non vogliono essere un elenco di successi per lodare la nostra bambina… Questo è un esercizio antipatico e che ci è assolutamente estraneo!

Come vedremo, questo post è solo una occasione per riflettere insieme e per comprendere quanto certe semplicissime attività in età infantile possano determinare il benessere e i successi dei nostri figli anche dopo tantissimi anni!

LA SCUOLA

Elisa ormai sta finendo il ciclo della scuola primaria, e come si può immaginare visto le competenze acquisite già a 3 o 4 anni, il percorso per lei è stato facile e pieno di soddisfazioni e ha costantemente raggiunto ottimi voti in tutte le materie.

“Che emozione il primo giorno di scuola”

Questo non vuol dire che non abbia dovuto impegnarsi, anzi!

Come sa bene chi ha figli in età scolare, fin dai primi anni il programma è ricchissimo di cose da imparare e di traguardi da raggiungere e neppure per i più bravi c’è tempo di annoiarsi.

Se qualcuno pensa che un apprendimento di alto livello in età precoce porti il bambino ad  annoiarsi a scuola, sta facendo un gravissimo errore!

Fin dal 2009 diffondiamo le migliori tecniche educative e in questi lunghi anni non abbiamo mai (e ripetiamo mai) ricevuto lamentele dai nostri utenti riguardo al fatto che i loro bambini si fossero annoiati a scuola.

Al contrario, quasi quotidianamente riceviamo messaggi di genitori con figli che purtroppo non riescono a raggiungere gli obiettivi minimi richiesti.

Questo, come si può immaginare, causa grave disagio e sofferenza sia al bambino, che si sente inadeguato (e che poi trasforma questo sentimento in aggressività, opposizione, ritiro dell’impegno,..), che a tutta la famiglia.

Un bambino che fatica a scuola genera una spirale di problemi, di preoccupazioni e di stress che coinvolgono il benessere di tutti.

Purtroppo ogni intervento dopo i 6/7 anni risulta faticoso e poco produttivo e questi bambini a volte non riescono a mettersi in pari neppure se seguiti con attenzione per anni.. Il loro destino, spesso, è quello di passare 10/15 anni di enorme sofferenza.

E’ necessario convincersi che:

Il disagio scolastico può essere combattuto alla radice
stimolando le immense capacità di apprendimento
presenti tra 0 e 5 anni

I GIOCHI MATEMATICI

Grazie alla scuola, oltre ad apprendere tantissime cose, Elisa ha potuto fare numerose splendide esperienze. Ad esempio, ha avuto la possibilità di partecipare ai giochi matematici.

I giochi matematici sono delle gare di ragionamento che, a dispetto del nome, non sono basate su problemi  matematici  “normali” o sul programma scolastico tipico, ma su “indovinelli” logici da interpretare e capire.

Qui si valuta il pensiero astratto, l’immaginazione e la capacità di vedere le cose in modo creativo e fuori dagli schemi di pensiero comuni.

Stranamente, in queste occasioni
diventa evidente la differenza
tra avere tutti 10 in pagella
e possedere una vera capacità mentale

La gran parte dei bambini infatti, magari anche con voti eccellenti, in queste prove cade sistematicamente in errore, e a volte anche i più bravi non riescono a risolvere nemmeno un indovinello (e addirittura, spesso neppure noi genitori ci riusciamo :-0)

Questo fa capire come certi approcci educativi non siano realmente efficaci e come anche argomenti e temi importanti siano trattati in maniera superficiale nelle nostre scuole.

A SCUOLA FIOCCANO I 10.. MA IN REALTÀ LE CAPACITA’ MANCANO

Elisa, avendo stimolato il vero pensiero matematico fin dall’infanzia (capirai cosa intendiamo con questo in”Giocando Imparo a CONTARE!“), il primo anno di giochi si è classificata prima della sua scuola con con un punteggio superiore del 30% a quello del secondo arrivato (come se Bolt vincesse di 30 metri su una gara di 100 😉).

Il secondo anno, addirittura, si è confrontata nei giochi provinciali con un meraviglioso esercito di 600 piccoli altri “geni matematici”, arrivando nuovamente prima, questa volta però di tutte le scuole primarie della zona.

Elisa immortalata dalla telecamera ai suoi primi giochi 😉
600 piccoli Geni Matematici alla riscossa

Anche se molti non lo sanno, in psicologia è noto come i successi determinino gli interessi, la motivazione e l’impegno di una persona.

Fino a quel momento infatti Elisa considerava la matematica alla stregua di qualsiasi altra disciplina. Erano l’italiano e l’inglese le sue materie preferite. Scoprendo invece quanto anche i numeri e la logica possano essere divertenti e dare occasioni di scambio e di soddisfazione, è nata in lei una passione sfrenata anche in questo campo.

Le tabelline, le proprietà della moltiplicazione o della divisione, l’area delle figure più strane e astrusi indovinelli matematici, per lei non hanno più segreti anzi, sono diventati una sfida appassionante.

Agendo nella primissima infanzia possiamo davvero porre le basi
delle più importanti ed evolute capacità umane
e aiutare i nostri bambini
a comprendere la bellezza e l’importanza
del sapere e dello scoprire il mondo

IL TEATRO

Sempre grazie alla scuola la bambina ha incontrato anche qualcos’altro che presto è diventato un’altra delle sue passioni: il teatro.

Elisa fin da piccolissima adorava il travestimento e i giochi di ruolo (“mamma casetta” 😉) e ritrovare qualcosa di così simile anche in classe è stato per lei una meravigliosa sorpresa.

Da subito il regista che curava il laboratorio l’ha notata sia per la grande memoria che per la capacità espressiva e la sicurezza di postura e voce.

Da quell’occasione è entrata a far parte della compagnia del regista anche fuori da scuola, ricoprendo sempre ruoli di grande rilievo.

Ecco a voi Kybwe, il capo villaggio!
Ecco a voi Kybwe, il capo villaggio!

Oltre al piacere di esibirsi davanti al pubblico in ruoli sempre nuovi, Elisa adora anche le prove, perché lì incontra i suoi piccoli “colleghi attori” con i quali, tra errori, improvvisazioni e papere, ne succedono sempre di cotte e di crude.

Tra 0 e 5 anni possiamo
aiutare i nostri figli a maturare
calma, controllo emotivo,
sicurezza ed equilibrio psicologico

[P.s.: le difficoltà di parlare al pubblico o di esprimere le emozioni e il pensiero, evidente in molti adulti, spesso nascono da una relazione difficile e disfunzionale in famiglia. In “Giocando Imparo ad AMARE“, grazie alle più importanti indicazioni di psicologia e pedagogia, si possono eliminare (insieme a molti altri..) anche tutti questi problemi]

LO SPORT: IL NUOTO E IL TIRO CON L’ARCO

Elisa non ama solo le attività “intellettuali”.. adora anche lo sport.

Sempre grazie alla scuola ha frequentato vari corsi di nuoto. Anche lì ha mostrato impegno e passione, imparando gli stili più diversi in tempi nettamente inferiori alla media.

Se in inverno sì dedica al nuoto in maniera rigorosa seguita, insieme ai compagni, dall’istruttore, in estate invece se la spassa liberamente con i suoi amici tuffandosi, immergendosi e giocando per ore e ore nella vasca.

Ma con questo lungo post, in realtà, volevamo raccontarvi dell’ultima avventura nella quale Elisa ci ha spinti (P.s.: è lei a chiederci di fare queste cose, noi più che altro la accompagniamo :-O)

IL TIRO CON L’ARCO!

L’inverno scorso, dopo una manifestazione di una associazione di arcieri, si è subito appassionata a questo sport e ha voluto iscriversi alle lezioni di prova.

Anche in questo caso in pochi giorni ha stupito tutti: mostrava una fermezza, un equilibrio emotivo e una precisione fuori dalla norma, qualità essenziali in una attività in cui all’atleta è richiesta per ore la massima concentrazione.

Il tiro con l’arco più che uno sport è infatti una “disciplina”. L’atleta deve montare e smontare lo strumento regolando con la massima precisione tutte le componenti, dal mirino ai bilancieri, dalla tensione della corda alla distanza del clicker (?) al bilanciamento delle frecce.. e per centrare il bersaglio con regolarità deve imparare a liberare la mente e ad acquisire il pieno controllo del corpo.

L’arco poi, è una vera e propria arma quindi è necessario che l’atleta mostri un adeguato equilibrio comportamentale e che segua scrupolosamente le normative e le regole di tiro (qui, chi sgarra viene subito allontanato).

“L’arco è uno sport da maschi? Tsè..adesso ti faccio vedere io..”

Dopo pochissime sessioni di allenamento, l’allenatore ha ritenuto Elisa pronta per la prima gara.

Ebbene, da subito la bambina ha mostrato le sue capacità, arrivando al podio 4 volte su 5 gare!

Il risultato più eclatante, che ha stupito noi e tutta l’associazione, è il fatto che in poco più di 6 mesi abbia superato le selezioni provinciali e regionali, arrivando addirittura

SECONDA NELLA CLASSIFICA GENERALE
PER LE SELEZIONI AL CAMPIONATO NAZIONALE
DI “TIRO CON ARCO OLIMPICO”
CHE SI SVOLGERÀ TRA QUALCHE SETTIMANA

Da mobile clicca l’immagine per ingrandirla!

Giusto per comprendere, gli altri classificati arrivano da più di due anni di allenamento, alcuni seguiti addirittura da ex campioni di tiro.

Nel tiro con l’arco poi non vi è una vera e propria “sfida diretta” con gli altri concorrenti.

Ad ogni gara possono esserci decine e decine di tiratori ed è impossibile capire chi è in vantaggio.

Solo al termine della prima e della seconda manche si conoscono i risultati.

Tutta la tensione esplode alla fine e quando viene proclamato il vincitore, i salti e le urla di gioia li non mancano mai.

Questo sport rappresenta quindi una sfida con se stessi.

Un tiro sbagliato può mandare all’aria tutta la gara.

È qui che si vede la capacità di andare avanti, di non lasciarsi prendere dall’emozione, di mantenere calma ed equilibrio e di andare avanti nonostante tutto.

RIESCI A COMPRENDERE
LE IMPLICAZIONI DI QUESTE QUALITÀ
NELLA VITA ADULTA?

Quante persone si abbattono e si deprimono alla prima difficoltà?

Quanti sogni non abbiamo realizzato a causa dell’incapacità di far fronte agli inevitabili ostacoli della vita?

Riguardo al tiro con l’arco, un’altra cosa molto bella da sottolineare è il clima che si instaura tra gli atleti. Essi durante la gara passano ore  e ore fianco a fianco, scambiandosi sensazioni e consigli, paure e successi.

Tutto questo porta inevitabilmente alla nascita di amicizie e simpatie anche tra avversari.

E se in una gara l’amico ti batte..beh, gli si fanno i complimenti, proprio come dovrebbe accadere nei veri sport.

Come abbiamo accennato all’inizio di questo articolo, in tutto quello che abbiamo scritto ciò che conta non sono i risultati, ma ciò che questi implicano e fanno comprendere.

Imparando come stimolare al meglio le incredibili risorse mentali dei nostri bambini e come diventare quella guida sicura di cui hanno estremo bisogno,
possiamo permettere loro di maturare doti intellettive e psicologiche di altissimo livello, capaci di aiutarli
per sempre e in ogni occasione.

SE HAI UN BAMBINO TRA 0 E 5 ANNI,
INIZIA OGGI QUESTO MERAVIGLIOSO PERCORSO
PER SVILUPPARE TUTTE LE SUE DOTI
IN ARMONIOSO EQUILIBRIO

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