Scuola per Genitori – Amarli non basta

Carissimi, abbiamo pensato, con questo e altri articoli che pubblicheremo nelle prossime settimane, di riassumere i punti salienti del ciclo di incontri “Scuola per genitori”, svoltosi in alcune città italiane grazie alla collaborazione di personalità di spicco appartenenti a vari ambiti scientifici. Gli incontri, a dir poco illuminanti, ci hanno permesso di capire con profondità come si sta evolvendo il rapporto genitore-figlio e come l’ambiente e l’educazione possono incidere sul benessere del bambino.

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PRENDITI QUALCHE MINUTO PER LEGGERE L’ARTICOLO, fornisce solo alcuni spunti di riflessione… ma ignorare del tutto certi temi, putroppo, può portare anche a tragiche conseguenze…

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Incontro n.1: Amarli non basta
Come entrare in comunicazione con i nostri figli (Prof.ssa Parsi)

La difficoltà nei rapporti tra genitore e figlio è sempre esistita, basti pensare ai protagonisti di romanzi ambientati nel secolo scorso come “Il libro Cuore” o “Il piccolo principe”; ciò che è cambiato è il modo di affrontarla.

Si stima ormai che il cosiddetto “cambio generazionale” avvenga ogni 5 anni, molto più rapidamente rispetto al passato e questo sta mettendo il genitore sempre più in crisi.

Solo nella provincia di Vicenza nel 2014 si sono registrati 14 casi di suicidio tra adolescenti. Le cause vanno ricercate nella debolezza emotiva che le nuove generazioni sviluppano. Questi giovani non conoscono le difficoltà, non sono in grado di affrontare i NO e cadono quindi di fronte ai primi ostacoli, anche con tragiche conseguenze.

La comunicazione riveste un ruolo fondamentale per approcciare tali problematiche, ma comunicare NON è facile! Le parole sono come pietre, tanto possono aiutare, tanto possono distruggere.

Per comunicare è fondamentale trovare e mettere a disposizione dell’altro il proprio tempo ed essere in grado di porre attenzione ai sentimenti. Non limitiamoci a comprendere il fatto che il figlio racconta, ma indaghiamo anche sulle sensazioni e sugli stati d’animo che vengono espressi “non verbalmente”!

La comunicazione madre-figlio inizia già nel grembo materno attraverso lo scambio di suoni e sensazioni. Nella primissima infanzia tutto passa poi attraverso il corporeo (soprattutto gli abbracci e gli odori della madre) e l’ambiente. Tutto, in questo periodo, dovrebbe trasmettere amore e sicurezza.

Attenzione però anche alla coppia:

Durante la gravidanza e l’allattamento si registra statisticamente un aumento dei tradimenti e delle separazioni per la difficoltà di rimettersi in gioco e di ristabilire un nuovo equilibrio affettivo e sessuale.

“I figli non sono il collante della coppia, ma la prova del nove del rapporto a due!!”

Con la crescita e l’aumento di stimoli esterni iniziano i problemi di relazione. Il genitore in questa fase deve innanzitutto formarsi, per poter affrontare in maniera corretta il rapporto e fare squadra con l’altro genitore.

Gli errori più comuni con i figli adolescenti sono: giudicare in base al voto scolastico, chiedere rispetto ma non darlo, considerare la felicità o il malessere psicologico/emotivo del figlio come qualcosa di secondario.

Il genitore deve fornire al figlio “solide radici” grazie alle quali acquisire sicurezza ed equilibrio e “ali forti” per poter volare, autonomamente, incontro alla vita.

Il genitore deve porre attenzione ai comportamenti, alle parole e alle preoccupazioni del figlio e cogliere eventuali stati di agitazione e apatia..tutti i segnali sono importanti, nulla va sminuito!

Capricci, ribellioni, problemi d’apprendimento, somatizzazioni, sono tutte strategie che il figlio consciamente o inconsciamente utilizza per manifestare un malessere e attirare l’attenzione.

Con le nuove generazioni è indispensabile porre attenzione anche a tutto ciò che è tecnologia! Internet e il mondo virtuale hanno portato un cambiamento epocale nella comunicazione. Internet è il “non luogo” dove i ragazzi scoprono, senza filtri, la sessualità e la violenza; dove si azzerano le difficoltà da contatto (ci si confida senza remore, scambiando anche informazioni intime e foto di natura sessuale), dove si fugge dalla solitudine…isolandosi (“Hikikomori Phenomenon”), dove si stringono “legami senza legame” e dove ci si può sentire invincibili, immortali ed eroi, grazie ad un semplice avatar.

Internet crea dipendenza e se usato male ostacola il corretto sviluppo psicologico ed emotivo del figlio! Il genitore deve alfabetizzarsi tecnologicamente.

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Come ci dobbiamo rapportare allora con i nostri ragazzi?

“Ecco i 10 punti su cui possiamo lavorare per poter riflettere e costruire passo passo un rapporto comunicativo con i nostri figli.

1. Dare attenzione: implica ascolto, presenza, tempo, cura e amore da dedicare all’altro.

2. Concepire i figli per amore: l’amore ricevuto permette a sua volta di amare.

3. Rispettare i loro tempi: spesse volte i figli vengono classificati come pigri, capricciosi o iperattivi solo perché vogliamo che essi si adattino a noi.

4. Amare incondizionatamente: nonostante i suoi difetti, i voti a scuola, i litigi, il genitore ama senza perché e senza ma.

5. Consentire di sbagliare: l’esperienza aiuta a crescere.

6. Dare la propria guida: più delle parole serve l’esempio e il fare insieme le cose.

7. Dare regole chiare: poche regole che lo stesso genitore deve rispettare.

8. Essere affidabili, reciprocamente,

9. Mostrare con il corpo, con le parole e con i fatti l’amore che si prova per il figlio… chi riceve amore sviluppa maggiore intelligenza e maggiore equilibrio psichico ed emotivo.

10. Dare spazio alla gioia. ”

Bibliografia della relatrice: Amarli non basta (Parsi), Voglia di cambiare (Parsi), Fragile come un maschio (Parsi), Maladolescenza (Parsi)

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